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Lo sperma del diavolo (1996) • Bisca.it

Discoteca > Lo sperma del diavolo

Album: Lo sperma del diavolo

Pubblicato nel 1996

Etichetta: IO/Bmg

Numero Cd: 1

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1. Jaw Jo

JAW JO

Loops

Jaw Jo! Jaw Jo!!! Scinn abbasc ca ncopp chiove!!!

Qua mangiamo, qua mangiamo! E c-c-qua qua, e c-c-qua qua.

M’e ghiri a mangiari quattru favi a minnalora.

Mo si! Poca tecnica e tanta atmosfera.

Soli

Uh, mi fa assai piacere, 5000 lire di miscela al 5%, allora a vac a piglià? A vac a piglià, allora aggia i a piglià? A vac a piglià! Miiiii, a chi ci misiru? A bomba ‘tomica ci misiru! Amma i all’à nuie! ARÓÓ? No, io me caco sotto. E CHE TE SI FERMAT A FA? CONTINUA!!! Favorisca i documenti, favorisca i documenti prego. Sit ‘a sfaccimma ‘e tutt e cumpagn’. Madonna bruttissima!!! Ma che rè??

Jate a fa e vuommechi a’ casa vosta, ma che rè!?!?!

Testi di: E. Manzo, S. Maglietta
2. Fino

Fino è un amico mio ha il naso pronto per ogni evenienza

vive con il naso suo anche il sesso all’occorrenza

il fiuto per lui è la forma delle cose l’odore della vita l’umore della gente

il caldo dell’estate il freddo dell’inverno o la puzza che proviene da ciò che ci circonda

Fino è un tipo strano ha il naso pronto per ogni evenienza

pensa, ragiona, gode, un solo modo la sola esperienza

evita la folla eccessiva perché questa fa saltare la sua preziosa escrescenza

e quando si vede perso non fa che otturare la narice ferita

Riesce a prevedere con la forza del suo fiuto

se un fatto gira storto o se tutto gira liscio oppure se un tipo all’apparenza tranquillo

nasconde invece qualche bieco proposito

insomma un tipo unico davvero eccezionale una rarissima forma di intelligenza nasale!

È da un po’ che non lo vedo so che è diventato cupo pare soffra di visioni vere e proprie

allucinazioni…….chissà forse è un po’ depresso, chissà…..non gli va più bene

Ieri mi ha telefonato piangeva e balbettava

parlava a malapena con la voce tremante per lo spavento mi comunicava che il suo naso perdeva

sangue rosso sangue colava dal naso e non si fermava

sangue rosso fiamme all’improvviso mentre tirava

sangue rosso sangue la sua sicurezza sembrava svanire

sangue rosso fiamme tagliava la coca e non si fermava

sangue rosso sangue tirava la coca e non si fermava

sangue rosso sangue la sua sicurezza sembrava svanire…….

Testi di: E. Manzo, S. Maglietta
3. Lo sperma del diavolo (4.40)

Lo sperma del Diavolo è freddo freddo

perché il Diavolo non prova mai soddisfazione

lo sperma del Diavolo è freddo freddo

perché è avaro di ogni emozione!

È come un uomo che si masturba,

si masturba continuamente

ma non ha rapporti con nessun altro

ne degli altri se ne frega niente.

Ci  vuole passione nel bene e nel male

ci vuole passione nel dolore

ci vuole passione e desiderio

per provare calore!

Ci vuole passione nel bene e nel male

ci vuole passione nel dolore

ci vuole passione nell’amore

ci vuole passione per ammazzare

il Diavolo no! Fa tutto per calcolo

non lo scalda la droga, non si brucia nell’alcool

e quando raggiunge l’orgasmo

fa tanto freddo!

Perché vuole vincere ma non deve mai godere

perché il Diavolo vince, se ne frega di godere!

Perché il Diavolo vince, ma non può mai godere

perché deve vincere, se ne frega di godere!

Lo sperma del Diavolo è molto freddo

perché il Diavolo non prova mai soddisfazione

non deve crescere, ne germogliare

deve solo finire il lavoro

Io grazie a Dio, a Dio non ci credo

non credo nemmeno al Demonio

credo giusto a quello che vedo….

e vedo sperma freddo dappertutto!

IO VEDO SPERMA FREDDO DAPPERTUTTO.

VEDO SPERMA FREDDO DAPPERTUTTO.

Testi di: D, Jacobelli
4. Mustafah

Mustafah venne a paura

ma int’o vico nun se sent sicuro

Mustafah tre palline int’a vocca

si va bbuon a sera sta fatto

Mustafah ce tremman ‘e man’

ma si corre n’o ferma nisciun’

Mustafah annanz’a questura

in Europa cerca ‘o futuro

“Che so venut’a fà

int’a sta terra int’a sti vichi?

che so venut’a fà?”

Mustafah venne a paura

ma int’o vico nun se sent sicuro

‘n cuoll’a iss chi venne e chi accatta

e chi ‘o cuntroll’aret’a nu muro

Mustafah tre palline int’a vocca

si va bbuon a sera sta fatto

Mustafah ce tremman ‘e man’

ma si corre n’o ferma nisciun’

“Che so venut’a fà

int’a sta terra int’a sti vichi?

che so venut’a fà?

Sole favez’ do Nord

c’abbrucia senza scarfà!

Sole favezo do Nord!”

Testi di: E. Manzo, S. Maglietta
5. Allah

Allah è grande, Cristo è magro

e Budda è tanto grasso che anche il suo adipe è sacro

sembra di essere in un Luna Park

con tanto di attrazioni, luci e bluff:

“Vieni da me, il Paradiso è qui dentro.”

“Vieni da me e sarai popolo eletto.”

La merce esposta è sempre la stessa:

Pace Eterna e Giustizia Universale.

Ma poi scavi scavi e sempre sotto sotto

c’è una donna a pagare allora questo è un

gioco grigio e un po’ bruttino

per ripetere se mai ce n’è bisogno

che è il maschio, il maschio a comandare.

Shiva, Maometto, San Giuseppe e Abramo

ognuno col suo stile e Dio come richiamo:

“Vieni da me e sarai benedetto.

Se segui il mio credo sarai popolo eletto.”

Allah è grande, ma gli arabi bassini

Budda è grasso e gli indiani magrolini

e Gesù Cristo, quest’asceta emaciato

del grasso occidente è il simbolo incarnato!

Testi di: D.Jacobelli, S. Maglietta
6. Ugo

Ugo vive nella Padania, Ugo vive nella Padania! E

questa è la storia di Ugo che viveva nella Padania. La sua infanzia fu veramente difficile. Suo padre, uno dei primi militanti della Liga, la Liga veneta, e alcolizzato, lo tirò su a botte di razzismo e odio per i meridionali. L’impatto con la scuola fu ancora più terribile. Ugo si recò a scuola e tutti i professori erano meridionali, gente che da 30 anni, non aveva ancora trovato posto nonostante avesse due lauree. La professoressa lo interrogava e diceva:” Ugo! Vieni qui a conferire in geografia. Parlami della tua regione.” “Bene la mia regione, la Padania” “A POSTO! DUE!” Lo interrogavano in storia. “Ugo, parlami dell’Impero Romano.” “L’impero Romano era fatto da marocchini e romani che con le tasse del Veneto costruirono il Colosseo, nel quale mettevano i giovani ed i bambini veneti ad essere mangiati dai leoni e dai comunisti!” “A POSTO! TRE!”

Ed anche in matematica purtroppo Ugo non andava bene; l’unica cosa che gli riusciva era la divisione. È evidente che nella mente già provata da un’infanzia difficile, incominciò a crearsi una strana confusione tra Sud, Meridione e Cultura. E Ugo aveva dei problemi con la cultura. La Cultura e il Sud, il Sud e la Cultura….insomma un gran casino e alla fine Ugo decise: “CE L’HO DURO!” – UGO DECISE CE L’HO DURO!”

Ugo cresceva e i suoi problemi aumentavano. Il suo razzismo diventò a un certo punto filosofico, mistico! Passò dall’idea di meridionale, terrone, sudicio, al concetto molto più generale di sotto. Ugo cominciò ad odiare, di un odio profondo, qualsiasi cosa era sotto!

- TUTTO QUELLO CHE ERA SOTTO. Per esempio, se doveva bere del vino, lui bevevo solo la parte di sopra, il resto lo buttava perché era troppo terrone!

Nel suo condominio andava d’accordo con quelli del quarto e del quinto piano; ignorava totalmente quelli del terzo e a quelli del primo e del pianterreno gli pisciava ogni sera quando tornava a casa sul tappetino. Ugo cresceva e il suo odio con lui, Ugo cresceva e il suo odio con lui! E man mano che si faceva più grande si avvicinava sempre di più, dall’esterno verso l’interno, sempre più vicino, fino a quando si avvicinò al suo corpo e Ugo iniziò ad odiare la parte sud del suo corpo i suoi piedi stesi per terra! Per non vederli li chiuse dentro un sacchetto di plastica e dopo mesi che non li toccava si fece un buchettino dal quale uscì un fetore terribile; e per questo Ugo si convinse che i meridionali puzzano! Il suo odio salì. Da giù verso su, arrivò alle ginocchia, infine al basso ventre con il quale Ugo interruppe ogni tipo di rapporto. Ma questo non soddisfò il suo bisogno di odio. Fino a quando, un giorno, ebbe una illuminazione definitiva: Ugo sarebbe stato un’avanguardia del genere, il primo uomo nella storia dell’umanità che avrebbe portato all’estreme conseguenze il concetto di SECESSIONE. Sarebbe stato il primo “UOMO SECESSO” “SECESSO???” “UGO. IL PRIMO UOMO SECESSO.” Nelle sue due, tre cellule cerebrali avvenne uno scontro che durò a lungo, per decidere se il taglio doveva arrivare all’altezza dell’inguine, dell’ombellico oppure all’altezza del collo. Alla fine si decise per l’ombellico come ricordo materno. Ugo andò nel giardino e prese una motosega modello “Kruger”, e fece un taglio netto. ZAC! Dritto preciso sull’ombellico. L’unico guoi fu che il taglio  non venne perfetto, anzi venne un po’ obliquo, per cui la parte nord di Ugo scivolò a terra. E le viscere si sparsero sul pavimento, in una massa gelatinosa e sanguinolenta e c’erano pure delle feci. La parte sud di Ugo, diciamo dall’inguine in giù, finalmente libera da quella testa di cazzo piena di problemi, incominciò ad abbandonarsi ad un rito satanico di cui ignoro il significato, ma con chiari intenti di sfottò. Finalmente l’Ugo del nord e l’Ugo del sud si ritrovarono alla stessa altezza. Solo che all’altezza degli occhi dell’Ugo del nord c’era il fallo in bell’evidenza dell’Ugo del sud che si abbandonava in queste danze a noi sconosciute: La storia andò avanti per un bel po’ fino a quando l’Ugo del sud che aveva preso tutti i vizi possibili e immaginabili, per esempio quello di fumare…non mi chiedete come sia possibile che un uomo senza bocca possa fumare, perché non lo so, eppure lui fumava! E un giorno, con l’accendino col quale giocava continuamente, appiccò un fuoco nella casa dove vivevano i due Ughi! E in quel momento preciso l’Ugo del nord si rese conto di aver fatto un grosso errore, perché: SENZA GAMBE NON SI VA DA NESSUNA PARTE!!! l’ Ugo del sud, contento di quelle fiamme che si avvicinavano sempre più all’Ugo del nord, scappò nel giardino, e l’Ugo del nord non riuscì a fare nient’altro che prendere la cassa, stringerla al petto ed aspettare la morte che si avvicinava. Questa è la storia di Ugo, il primo uomo secesso…

UGO SEICESSO, SEI SEI SEICESSO

UGO IL PRIMO UOMO SECESSO…UGO IL SOLO UOMO SECESSO!!!

Testi di: E. Manzo, S. Maglietta
7. Oggi non ho niente da dire (6.07)

Oggi non ho niente da dire a parte il fatto che la terra inghiotte
anime nel suo ventre e le lacrime della gente
a parte il fatto che Luciana appesa ad un filo conta i giorni
per una supplenza che tarda a venire……e oggi non ho niente da dire
Oggi non ho niente da dire
a parte il fatto che Dario con la pancia gonfia d’alcool ha deciso
di morire, di lasciarsi morire; lui non sa più neanche perché
tanto è duro adattarsi a soffrire e oggi non c’è niente da dire
Oggi non ho niente da dire
tanto è un giorno come un altro e chi sta sotto continua a subire….
Oggi non ho niente da dire
tutto va come previsto la borsa sale, fa un poco freddo
e chi s’è visto s’è visto!
Oggi non ho niente da dire
a parte il fatto che Bruno con la sua precaria costanza
prova riacquistare una discreta scioltezza dopo anni
passati ad azzannare i lacci della sua dipendenza
Oggi non ho niente da dire
forse è un giorno sbagliato, un giorno come tanti
dove tutto ti sembra più nero, un giorno che vorrebbe da Serio
un po’ più di zelo
Oggi non ho niente da dire………
 

Testi di: E. Manzo, S. Maglietta
8. Mustafah (senza parole)
9. Ciato p'alluccà

E dico si, dico si, dico si,

‘o ciato comm’a refola ‘o cuorp’ fa sentì

e dico si, dico si, dico si, ‘o fridd’ dint’all’ossa ‘o scippa e ‘o fa alluccà….allora…

e dico si, dico si, dico si, ‘o ciato è ‘a forza ‘e chi sul’o cuorp’ po’ sfruttà

e dico si, dico si, dico si, ‘e chi nun tene nient’ è ‘a forza e ‘a dignità.

‘A luce se ne va, ‘o sole s’è fatt’ fess’

‘a bestia ‘n faccia a te prepara n’ata mossa…

ciato pe me scarfà ciato a me cunsulà ciato pe ricurdà

ciato pe nun ciatà…

song e voglio essere nato pe crescere

dico quant’aggia fà ciato pe suspirà…

mai m’aggio vist’e prià e che m’ha rat’ stu cielo

Si nun vuò vennere si nun vuò scennere dille che può capì

ciato a dicere si…

Tu nun ‘o buò verè, ma o fridd’ dint’all’ossa

t’o fa sapè t’o dice sta semp’ là, nun te lassa…

Ciato pe me guardà ciato a me repusà ciato si dico si

ciato pe nun murì Nun teng nient’ sul’o cuorp’ ca sent’

saccio comm’aggia fa fort’e sta libertà

mai aggi’avuta prià Anna dincell’ si è over’….

Song e voglio essere nato pe crescere

nun teng nient’ sul’o cuorp ca sento

e ciato, p’alluccà…

Testi di: D. Jacobelli, S. Maglietta, F. Di Bella
10. Ugo reprise
11. La macchina

L’omino virtuale appare sullo schermo

a ripetere ogni giorno lo stesso ritornello

la palla liberista del libero mercato

la macchina che va: soldi dio e stato

dice che funziona!

Quello dice che funziona mah!

A me mi pare strano perché poi se provo ad

accenderla la macchina non va, non ha nessuna spinta

la macchina, ti dico, è proprio la menzogna

di questa vita assurda  che cammina sulla soglia,

Sono sulla soglia, sono solo sulla soglia,

sono sulla soglia, sono solo sulla soglia.

La soglia è il punto limite in cui è confinato

chi avverte il meccanismo e non è ancora stritolato

la macchina, dicevo, è solo una metafora

per dire che la vita, la vita non quadra!

Non è come un bullone che si avvita sempre uguale o

come un maresciallo che ti deve interrogare la vita è

un po’ più strana, è fatta di sudore, sangue, lotta e panni

da lavare.

VOGLIONO LA TUA ANIMA PER FARNE UNA MACCHINA!

VOGLIONO LA TUA ANIMA PER FARNE UNA MACCHINA!

La vita di ogni giorno per quanto mi riguarda è ciò

che mi interessa, è quello di cui parlo; mia figlia

cresce bene l’ho voluta davvero eppure ciò non basta

perché zero è sempre zero!

La macchina non va con tutti i suoi dettagli fatti di

menzogne e di fetidi inganni la macchina non va, ne sono sicuro la macchina non va, te lo dico lo giuro!

Sono sulla soglia, sono solo sulla soglia,

sono sulla soglia, sono solo sulla soglia.

La macchina ignora tutti i tuoi bisogni semmai ti spinge pure a fare i doppi turni perché nel suo progetto sei solo uno zero che vale un po’ di più se le servi davvero.

Così cresciuta e forte, protetta dallo stato la macchina da attrezzo, ORDIGNO è diventato lei vuole da te la massima attenzione…è una macchina, perdio! Tu sei manutenzione!

VOGLIONO LA TUA ANIMA PER FARNE UNA MACCHINA!

VOGLIONO LA TUA ANIMA PER FARNE UNA MACCHINA!

Testi di: E. Manzo, S. Maglietta
12. Sarà perchè i poeti

SARÁ PERCHÉ I POETI GUARDANO SPESSO LE NUVOLE, CHE SONO I PRIMI AD AVVERTIRE LA TEMPESTA

Testi di: E. Manzo, S. Maglietta

Fotografie

Rassegna Stampa

LO SPERMA DEL DIAVOLO - faremusica